18
Mar
09

Crisi, nuove idee e occasioni perse

Sono in molti ormai a dire che la crisi che stiamo vivendo non e’ una delle crisi cicliche cosi’ come gia’ accaduto in passato ma qualcosa di piu’, di nuovo e di diverso.

In realta’ quello che a molti pare essere andato in crisi e’ proprio un modello di sviluppo economico e sociale che appare, alla luce degli ultimi avvenimenti, non piu’ sostenibile. Crescere, crescere, crescere non pare piu’ una strada percorribile e qualcuno, piu’ o meno provocotoriamente, ha cominciato a parlare di de-crescita.

In realta’, piu’ verosimilmente, bisognerebbe forse parlare di a-crescita, intendendo con questo un modello che non abbia come presupposto la continua crescita ma una sorta di modello stabilizzato su certi livelli che siano sostenibili in termini non solo di benessere ma anche di tutela ambientale, utilizzo delle risorse ecc.

Il concetto base a cui dovremmo ispirarci e’ che una crescita infinita, intesa come un infinito aumento dei consumi, non e’ sostenibile. E’ evidente che una conseguenza diretta di questo paradigma e’ che non e’ possibile neppure una crescita infinita della ricchezza personale e quindi, in qualche modo, uno dei capisaldi del modello capitalista che presuppone appunto il continuo incremento del capitale.

Collegati a questo tema principale ci sono altri temi come la miglior distribuzione della ricchezza disponibile, la tutela dell’ambiente, lo sviluppo di fonti di energia alternative, l’approfondimento di modelli di sviluppo diversi da quelli esistenti, i possibili cambiamenti ai modelli di trasporto di massa ecc.

Insomma, il periodo e’ sicuramente di crisi, ma, come spesso capita, i periodi di crisi possono essere favolose opportunita’ di cambiamento e di progresso. Momenti in cui, regole, assunzioni, modelli che sembravano dati per assunti e immodificabili diventano invece discutibili, modificabili e, se necessario, completamente cancellati o rivoluzionati.

Dovrebbe quindi essere il periodo in cui le forze di sinistra, intese come forze progressiste, dovrebbero trarre i maggiori vantaggi e pare veramente assurdo il modo in cui la sinistra italiana non riesce a cogliere questa opportunita’ continuando ad avvitarsi in sterili discussioni interne, diatribe di partito e cincischiamenti vari guardando piu’ al passato che non al presente (chiedere di guardare al futuro sarebbe forse troppo).

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