31
Mar
09

L’effetto serra non esiste!!

Finalmente! Oggi possiamo essere un po’ piu’ contenti e fiduciosi nel futuro. Abbiamo infatti appena ricevuto comunicazione dal neonato Pdl che l’effetto serra non esiste, e che anche se esistesse avrebbe effetti benefici piuttosto che dannosi.

E finalmente un altro falso mito e’ stato smantellato. Alla stregua dell’altro mito metropolitano che vorrebbe il profilattico come strumento utile a limitare la diffusione delle malattie veneree. Tutte baggianate!!!

Che popolo fortunato che siamo noi Italiani ad avere tali paladini della verita’ nel nostro paese. Ma vi rendete conto? In un mondo pieno di menagrami che continuano a spargere pessimismo attraverso la diffusione di false notizie, noi, e solo noi, abbiamo questi “fari” nelle tenebre che ci illuminano e ci guidano verso un futuro di prosperita’ e felicita’!!!

Auguri vivissimi

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18
Mar
09

Crisi, nuove idee e occasioni perse

Sono in molti ormai a dire che la crisi che stiamo vivendo non e’ una delle crisi cicliche cosi’ come gia’ accaduto in passato ma qualcosa di piu’, di nuovo e di diverso.

In realta’ quello che a molti pare essere andato in crisi e’ proprio un modello di sviluppo economico e sociale che appare, alla luce degli ultimi avvenimenti, non piu’ sostenibile. Crescere, crescere, crescere non pare piu’ una strada percorribile e qualcuno, piu’ o meno provocotoriamente, ha cominciato a parlare di de-crescita.

In realta’, piu’ verosimilmente, bisognerebbe forse parlare di a-crescita, intendendo con questo un modello che non abbia come presupposto la continua crescita ma una sorta di modello stabilizzato su certi livelli che siano sostenibili in termini non solo di benessere ma anche di tutela ambientale, utilizzo delle risorse ecc.

Il concetto base a cui dovremmo ispirarci e’ che una crescita infinita, intesa come un infinito aumento dei consumi, non e’ sostenibile. E’ evidente che una conseguenza diretta di questo paradigma e’ che non e’ possibile neppure una crescita infinita della ricchezza personale e quindi, in qualche modo, uno dei capisaldi del modello capitalista che presuppone appunto il continuo incremento del capitale.

Collegati a questo tema principale ci sono altri temi come la miglior distribuzione della ricchezza disponibile, la tutela dell’ambiente, lo sviluppo di fonti di energia alternative, l’approfondimento di modelli di sviluppo diversi da quelli esistenti, i possibili cambiamenti ai modelli di trasporto di massa ecc.

Insomma, il periodo e’ sicuramente di crisi, ma, come spesso capita, i periodi di crisi possono essere favolose opportunita’ di cambiamento e di progresso. Momenti in cui, regole, assunzioni, modelli che sembravano dati per assunti e immodificabili diventano invece discutibili, modificabili e, se necessario, completamente cancellati o rivoluzionati.

Dovrebbe quindi essere il periodo in cui le forze di sinistra, intese come forze progressiste, dovrebbero trarre i maggiori vantaggi e pare veramente assurdo il modo in cui la sinistra italiana non riesce a cogliere questa opportunita’ continuando ad avvitarsi in sterili discussioni interne, diatribe di partito e cincischiamenti vari guardando piu’ al passato che non al presente (chiedere di guardare al futuro sarebbe forse troppo).

15
Dic
08

Crisi finanziaria o modello in crisi?

Ormai da diverse settimane siamo continuamente aggiornati da giornali e televisione in merito alla crisi, prima finanziaria ed ora economica scatenata dallo scoppio dei subprime. Si continua a discutere di quali saranno gli impatti sull’economia reale di questa crisi, quanto durera’, se siamo in recessione o meno, quali provvedimenti i governi debbano prendere per risollevare le sorti dell’economia mondiale e cosi’ via.

Certamente tutte cose estremamente importanti ma quello che mi lascia perplesso e’ il fatto che non si parli (o almeno se ne parli pochissimo) di come riformare (rivoluzionare?) il sistema socio-economico che ci ha portati a questo. Cosi’ come il crollo del muro di Berlino porto’ al crollo del modello comunista, in maniera analoga, il crollo di Wall Street dovrebbe portare al crollo del modello capitalista; o almeno all’attuale modello.

Perche’ questo non avviene?

Il motivo temo sia da ricercarsi nella mancanza di un modello alternativo e, in parte, nella deduzione (sbagliata a mio avviso) che con la sconfitta del comunismo si decretasse, automaticamente, la vittoria del modello capitalista.

Per decenni siamo rimasti cristallizzati nella contrapposizione capitalismo-comunismo come se questi due fossero gli unici modelli possibili e non si e’ provato ad immaginare o almeno ad implementare una qualsivoglia possibile alternativa. Adesso ci ritroviamo nella situazione in cui: ognuno e’ convinto che il comunismo ha storicamente fallito e quindi non sia un modello riproponibile, ma anche il capitalismo e’ adesso in crisi e non sta rispondendo a tutte le esigenze di una crescente umanita’ pero’ non abbiamo in mano nessuna alternativa disponibile. Siamo su un treno che sta correndo verso il baratro ma non lo fermiamo e non lo cambiamo perche’ non sappiano su quale altro treno salire…

05
Ago
08

Boicottaggi

Oggi La Repubblica (ma immagino anche altri siti) riporta anche la notizia relativa al fatto che un paio dei nostri ministri hanno incoraggiato gli atleti italiani a boicottare la cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Pechino. Questo per esprimere il dissenso per le violazioni dei diritti umani in Cina.

In principio l’invito al boicottaggio è pure condivisibile ma, come direbbe qualcuno, la domanda sorge spontanea: “perchè non si applica lo stesso principio alle aziende italiane che continuano a trasferire la produzione in Cina in cerca di mano d’opera a basso costo?”.

Ancora una volta ci dimostriamo ipocriti e pavidi. Pronti a dimostrare e a protestare solamente quando non c’è niente da rischiare. Quando però si tratta di affari (e dunque di soldi) il fatto che il nostro interlocutore non rispetti i diritti umani diventa questione di secondaria importanza…

05
Ago
08

Priorità e propaganda

Ho appena dato un’occhiata alla home page del sito della Repubblica.

Semplicemente leggendo i titoli in prima pagina si può capire come ci sia un palese disallineamento tra quelli che sarebbe i bisogni reali delle persone e quelli che invece sono i provvedimenti che il Governo sta prendendo.

Il primo titolo recita: “Maroni: “Basta città insicure via ai superpoteri ai sindaci”” (si narrà di qualche sindaco che abbia già richiesto la spada laser…), poco più in basso il terzo titolo riporta:”Censis: “Più morti bianche che omicidi””.

Di ieri è invece la notizia dell’utilizzo dell’esercito per operazioni di pubblica sicurezza, con il dispiegamento di migliaia di soldati in giro per le città a presidiare i cosiddetti “obiettivi sensibili” (sensibili a che cosa?)

La domanda è: perchè tanta “attenzione” al problema (vero o presunto?) sicurezza? Purtroppo la sensazione che ho è che questo sia un argomento che troppo facilmente suscita l’interesse della pubblica opinione permettendo quindi di focalizzare questa attenzione sul “problema” sicurezza distogliendo la stessa attenzione da problemi ben più importanti ma probabilmente di più difficile soluzione che in realtà attanagliano il nostro Bel Paese …

25
Lug
08

Il presidente socialista

That’s incredible!!!

Nessuno l’avrebbe detto ma dopo il presidente artigiano, il presidente commerciante, il presidente pompiere, poliziotto, infermiere ecc ecc adesso abbiamo il presidente socialista!!

B. ha dichiarato “Stiamo facendo una politica di sinistra. Per questo abbiamo iniziato ad affrontare i bisogni delle famiglie deboli”.

Finalmente! E adesso non c’è n’è più per nessuno. B. sta occupando lo spazio anche a sinistra. A quando il partito unico?

Siamo in periodo di ferie, la gente parte, le solite lamentele per i treni e i traghetti in ritardo… perchè non mandare l’esercito a far sì che treni e traghetti partano e arrivino puntuali? Dite che non è un’idea nuova? Dove si è già vista?

Meditate gente, meditate…

17
Lug
08

Priorità per l’Italia

Da ieri il mio atteggiamento oscilla tra lo stupito e l’indignato per quanto dichiarato dalla Lega Nord.

Come si può affermare che la riforma della Giustizia che il Cavaliere persegue con tanto accanimento non sia una priorità?!

L’affermazione mi indigna e mi sorprende e immagino che lo stesso valga per qualunque persona di buon senso.

Non è evidente che gli italiani non stanno aspettando altro?! Non è lapalissiano che la “Questione” nazionale sia la giustizia e soprattutto come impedire a questi banda di manigoldi che è la nostra Magistratura di continuare a influenzare così pesantemente la politica e (badate bene) l’economia del nostro Bel Paese?

Ma come si può essere così miopi da non capire che il fatto che l’Italia sia il fanalino di coda dell’Europa in fatto di crescita economica, che le famiglie non ce la facciano più ad arrivare a fine mese, che l’inflazione reale sia quasi al 6%, che il numero di persone che vive sotto il livello di povertà aumenti anno dopo anno, che tutto questo è precisa responsabilità, anzi diciamo chiaramente colpa, dei magistrati che ci ritroviamo?

Se servisse, a conferma che le persone intelligenti non hanno difficoltà a capire ciò, siamo tutti testimoni del fatto che i migliori cervelli italiani fuggono all’estero. Perchè? La risposta è evidente: non vogliono avere niente a che fare con la nostra magistratura!

Detto questo possiamo veramente ritenerci fortunati visto che il Cavaliere ha dichiarato che non farà marcia indietro. Non preoccupiamoci dunque, la riforma si farà e finalmente la magistratura verrà imbrigliata e con questo tutti i problemi del nostro Paese saranno risolti.

… e se proprio non tutti i problemi dell’Italia verrano risolti, almeno lo saranno buona parte di quelli del Cavaliere